15

settembre

2017

Frainteso – II

by | A puntate | 0 comments

puntata precedente ]

Infervorato, esaltato da folle gonfie come soufflé, cosa pensi che abbia fatto se non gettar benzina sul fuoco? Nel giro di un anno avevo doppiato l’audience dei bei tempi in tivvù, e il bello è che non dovevo far niente di che: sparavo a zero su la qualunque, tiravo di mortaio, sganciavo atomiche d’insulti, shrapnel di corbellerie, e il pubblico BOOM!, si sgolava in preda all’estasi. Cosa dicevo di preciso? Eh, boh, banalità, amenità che nemmeno un abboriggeno all’altro capo del mondo, eppure…

Nei miei tour ne facevo seicento quando andava bene e poi di colpo, vacca boia, mille, tremila, diecimila da nord e sud, est e ovest, in teatri e palazzetti, parcheggi e piazze, mentre paonazzo sfidavo l’embolo predicando il vangelo del vaffanculo. E la gente? Ah, la gente mi a-do-ra-va, al punto che l’amico disse “ci penso io, mettiamo su un sito, facciamo una comunità”. Un sito una comunità? Non so che dici ma se credi…

Cosa stesse accadendo, però, non mi fu davvero chiaro finché i media non cominciarono a martellarmi; allora capii e fu lì che iniziai a guardarmi intorno spaesato, a evitare i giornalisti e, quando non riuscivo a dribblarli, a sputare scomuniche e anatemi. Ma dicono a me, questi? mi chiedevo. Fondare un partito? Io? Un partito?!
Con uno sbafo di pesto sul mento il mio amico annuì gravemente: “cazzo sì, come no! Solo che mi calo chiamiamo partito…”. Così pubblicò una specie di manifesto, s’inventò liste ed elezioni, e la sera ci sganasciavamo sui curricula degli aspiranti! Voglio dire, qualcuno anche anche, ma i più… E d’improvviso questi sciamannati erano candidati. No dico, can-di-da-ti!
Vagheggiai di mettermi in gioco a mia volta, ma mentre lo spino passava da me a lui, mi spiegò che era questione di cerchio e di botte, esserci senza esserci, straparlare per non dire, attaccare per non difendermi e difendermi attaccando: “ma duro, eh, che noi siamo incazzati, noi siamo onesti, siamo nuovi e siamo la verità e tutto il resto ciccia, tutto il resto è il potere che se la fa nelle braghe”.
Ma verità de che? sbottai un giorno a pranzo, stanco di cene, canne e grappini. Imperturbabile, lui ruttò: “una qualsiasi” fece poi, “ma nuova, tutta per loro. Sono i tuoi discepoli, in fondo, devi capirli se vogliono l’esclusiva”.

leggi la terza e ultima parte

0 Comments

Rispondi

Pin It on Pinterest

Share This