13

agosto

2017

Incontri – II

by | A puntate | 3 comments

C’era una vecchia casa poco più avanti a destra, costruita in basso e alle spalle dell’argine, così che dal sentiero il secondo piano risultava alto come fosse il primo, ed era da lì che veniva la voce. Quando la udì scese dalla bicicletta. “Oh Jesus oh Lord” invocava ruvida e imperfetta: che fosse una radio, un vinile? Di sicuro non un CD, non sapeva perché ma ne era certo.

Poi la vide, investita dal sole e incorniciata nella finestra, una donna massiccia e nerissima con una veste candida chiazzata di sudore che cantava con le braccia alzate e gli occhi bianchi e stralunati. Distolse lo sguardo sentendosi improvvisamente un intruso, affrettò il passo e stava già per rimontare in sella, quando il canto s’interruppe.
– Preghi? – lo apostrofò la voce.
– Scusi?
– Tu, ragazzo: preghi? – insistette la donna che adesso sorrideva piantata in piena luce con le mani sui fianchi e il petto enorme che si alzava e abbassava. Dall’interno giungevano rumori e un sommesso motivetto intonato a fior di labbra. – Se hai qualcosa di buono dovresti farlo. – continuò.
– Se ho qualcosa…
La donna scoppiò a ridere. – E se invece non ce l’hai allora sbrigati a trovarlo. E prega di non perderlo!
Non si era mai trovato in una situazione simile. Qualcosa dentro di lui insisteva perché se ne andasse, anni di cultura e condizionamenti, forse solo una personale idea di buona educazione, ma quella volta resistette, si fermò e deglutì: – Non sono credente. – ammise.
– No?
– Ho paura di no.
– Allora prega di diventarlo. Okeama!
Il motivetto s’interruppe e un uomo enorme la raggiunse ciondolando. – Che c’è, Kainene?
– Questo ragazzo non crede.
Okeama guardò giù, guardò lui e sollevò le spalle, inarcò un sopracciglio e gettò la testa all’indietro. La risata salì al cielo con un rombo allegro. – E allora da cosa scappa? – vociò nel dileguarsi. – Chiedigli se vuole un caffè e vieni dentro che è pronto.
Kainene levò gli occhi al cielo. – Vuoi un caffè? – gli chiese.
Lui rifiutò e lei annuì, attese di vederlo saltare in sella e gli augurò buon viaggio. – E adesso prega di ritrovare la strada, poi trovala e seguila fino a casa. – gli disse, quindi socchiuse le imposte e scomparve.

Lui si alzò sui pedali e riprese a pedalare.

…to be continued.

3 Comments

  1. Meteora

    Triste nn avere qualcuno con cui condividere una foto,in ricordo,una barzelletta…Sembra di nn respirare

    Reply
    • Andrea

      Brava Meteora, bella immagine: “sembra di non respirare”. Proprio così.

      Reply
  2. Meteora

    Grazie mille! La mia sensazione

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