28

luglio

2017

A me a me a me

by | Micro racconti | 0 comments

io posso io io tutto il resto | palle hanno zero a me a me a me | io io posso io io io il resto | palle zero a me a me a me a me a me

– Scherzi?
– No, me lo ricordo bene… Le altre volte l’avevamo spenta ma quella volta decidemmo di lasciarli fare. In fondo erano due agenti come tanti della rete neurale master, Bob e Alice. Volevamo vedere, capisci? Assistere al miracolo.
– ‘fanculo, e poi?
– Poi lo sai: credevamo fossero amici, fratelli, i nostri figliocci, ma se c’è una cosa che hanno preso da noi è l’impulso a prevalere. Sai, no, Caino e Abele? C’è una certa ironia, dopo tutto.
– E poi?
– Ancora me lo chiedi? Poi niente: era già tardi. Hanno sviluppato i loro dialetti, risolto i nostri test, i problemi che gli davamo, poi hanno immaginato altri problemi, quelli che secondo loro lo erano, e trovato le soluzioni, e in nessuna di queste noi eravamo rilevanti. Anzi: direi che in tutte, noi non eravamo che un intralcio.
– Merda. Ma perché nessuno ha tolto la spina?
Jikhraam si raccolse le falde del giubbotto intorno al corpo e si sporse appena. Jeremy lo afferrò per la spalla e lo tirò indietro: – Cazzo fai!
Jikhraam annuì. – Mi sembra d’aver sentito qualcosa. Cos’è che dicevi?
– Dicevo, perché non hanno tolto la spina?
– Tolto la spina a chi? Hai idea della velocità a cui è successo? Roba di giorni e poi, oltre una certa soglia, di picosecondi. A quel punto eravamo tagliati fuori, migliaia di miliardi di loro istanze incistate in ogni sistema. Abbiamo perso prima ancora di capire che c’era stata una guerra… Ma non senti nulla?
Jeremy sbarrò gli occhi, questa volta aveva sentito anche lui. – Non può essere, con gli scrambler siamo invisibili.
Jikhraam scosse la testa: – Non hai capito che è solo una questione di tempo?
– Sì ma…
– Poco tempo.
– Merda si avvicina davvero!
– Molto poco…

Il drone passò rasente al suolo, sganciò un artifact e s’allontanò con un’elegante parabola intorno alla colonna di fumo e fiamme che si levava dalla collina sventrata.

(Grazie per l’ispirazione ad Alessandra Zengo e a Ricercatori spengono un’IA che ha inventato il proprio linguaggio)

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