29

giugno

2017

DemenzYA

by | Micro racconti | 0 comments

Lei aveva un vespino rosa, era bellina e originale (lo si capiva dal piercing sulla lingua). Lui aveva una carrozzeria, era tenebroso ma gentile (lo si capiva perché c’aveva tatuato “Lovvami” sul collo). Quando lei si scraniò col vespino lo portò da lui a far aggiustare, ma pioveva e all’inizio si odiarono, perché lui chiedeva 800 euro e lei sanguinava ancora. Ma poi s’innamorarono, quando in nero le fece sei e cinquanta e lei aveva ormai solo qualche crosta.
I genitori però non ci stavano: quelli di lei non volevano che abbandonasse un roseo futuro da opinionista su TVNorda; quelli di lui non volevano che smettesse di ribattere lamiere e portare a casa i soldi. Ma alla fine l’amore trionfò: lui l’incatenò a Ponte Milvio e lei, dopo un certo tempo, fu anche liberata. Vissero felici e contenti insieme, soprattutto di domenica al centro commerciale. Lei si tatuò “Ti Lovvo” su un seno ma la reazione allergica le causò la piorrea. In ogni caso non ne avevano mai abbastanza l’uno dell’altra e pensarono anche di sposarsi.

Peccato che a Natale arrivarono gli alieni e li rapirono entrambi. Su Vega Primo il loro amore continuò, ma erano due cervelli dentro boccioni di vetro, e non consumarono mai. Perché l’amore, quello vero, trascende i limiti.

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